Annunci di Lavoro

Dicono di Lui

Tra Letteratura, Credenze Popolari e Uso in Cucina

I corbezzoli sono frutti antichi, dalla lunga storia, durante gli anni infatti credenze e testi a loro dedicati hanno visto la luce.
I Romani pensavano avessero poteri magici, tuttora si dice che porti fortuna appendere in casa un ramoscello con tre frutti. Ne hanno invece scritto alcuni letterati, Plinio il Vecchio gli assegnò il nome unedo (ne mangio solo uno) ad indicare lo scarso gusto del frutto, Virgilio nell'Eneide ne parlava come immancabile fiore sulla tomba dei defunti, Giovanni Pascoli compose un'ode lodando le sue caratteristiche. Alla pianta viene ora attribuito il significato della stima, mentre i suoi fiori sono il simbolo dell'ospitalità.

Questa pianta dall'aspetto gioioso produce frutti dalla polpa carnosa e gialla, con un gusto dolce e al contempo acidulo. Possono essere mangiati al naturale, con zucchero e limone o sotto spirito, ma presentano anche tante altre varianti, questi frutti versatili possono infatti essere trasformati in confetture, gelatine, canditi, sciroppi, acquavite, infusi, vini e liquori, un uso molteplice e sorprendente.

I corbezzoli hanno proprietà antisettiche, antinfiammatorie, astringenti, diuretiche e depurative. Il frutto contiene circa il 15% di zuccheri, pectine, luppolo, arbutina, flavonoidi, vari steroli e vitamine. Famosi anche per il loro potere inebriante è sconsigliato mangiarne grandi quantità da crudi, producono infatti un senso di ubriachezza e vertigine.